Gli anni passarono e la casa cadde in abbandono, fino a diventare un rudere. Nel 2002, alla morte di Vito, la casa fu lasciata in eredità a Renata, che era mia moglie. Insieme, negli ultimi anni, siamo riusciti a ricostruirla fino a riportarla agli antichi splendori, rispettando la fisionomia originale e usando materiali tradizionali.
Nell'estate del 2008, quando il progetto era quasi terminato, il destino volle che Renata ci lasciasse, improvvisamente, per passare a una vita migliore. Ho completato da solo gli ultimi lavori, e ho dedicato la casa a lei: Chalet Nata.
Anton Sessa
